premio tom benettolloIl Patto vince la III edizione del Premio Tom Benetollo - Per le buone pratiche locali - anno 2010



Nel 2010 la Provincia di Roma promuove la III Edizione del "Premio Tom Benetollo" - Per le buone pratiche locali: un’occasione per mantenere vivo il ricordo del Presidente dell’Arci, prematuramente scomparso, nonché del suo impegno sui temi della pace, dei diritti umani, della democrazia, dell’ambiente e della legalità. 
L’istituzione del Premio è anche un’opportunità per contribuire, proseguendo idealmente il suo percorso, alla creazione di una maggiore sensibilità da parte dei cittadini e di un maggiore incoraggiamento ad altri soggetti pubblici al tema delle “buone pratiche”, attraverso la valorizzazione e la promozione di casi esemplari di esperienze avviate in questi anni da amministrazioni locali.

Il presidente Nicola Zingaretti ha conferito al 
Comune di Reggio Emilia
il Premio Tom Benetollo “Per le buone pratiche locali”
III EDIZIONE 2010

  con la seguente motivazione:

Con il recupero partecipativo dell’area della stazione ferroviaria dal degrado, il Comune di Reggio Emilia dimostra in modo esemplare quanto l’amministrazione della cosa pubblica  possa essere orientata al bene.
La coesione o la disgregazione sociale, il benessere o il disagio non sono solo il frutto di condizioni date. Sono anche  conseguenza delle scelte di tutti e di ciascuno, in primo luogo di chi ha il potere di gestire e orientare le politiche, la cultura, la costruzione di senso comune.
Il “Patto per la convivenza” dimostra che, anche nelle situazioni difficili, è possibile operare per la composizione non violenta dei diversi interessi che interagiscono e spesso confliggono nello stesso spazio, è possibile coinvolgere gli attori sociali che ne sono portatori, costruire gestione collettiva, partecipata e responsabile, del bene pubblico.
Non c’è altra via, per produrre comunità solide e perciò solidali, sicure, capaci di custodire i valori della convivenza umana, di praticare inclusione sociale, di accogliere il diverso e lo straniero, di valorizzare il territorio urbano e naturale.
Che questo esempio possa indicare a molti e molte che c’è sempre un’alternativa responsabile e creativa alla diffusione della solitudine, della paura, dell’insicurezza, dell’indifferenza, e che ovunque è possibile far riemergere le risorse necessarie a costruire comunità felici.